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15 Febbraio 1996 Smoke, di Wang e Auster Film di scrittura e di parola quant'altri mai, della parola usata per chiacchierare di baseball o di sigari, di aneddoti su Stalingrado assediata, la letteratura, come lingua narrata, tracima dalle immagini, l'aneddoto viene agito fino in fondo come non-storia |
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07 Febbraio 1996 Lo zio di Brooklyn, di Ciprì e Maresco Il dialetto è strettissimo, strascicato, incomprensibile, ed ecco i sottotitoli in italiano (lo avevano consigliato a Martone), ma appunto non c'è più lingua comune. Solo i rutti e i peti, le scorregge e le flatulenze risuonano, parlano |
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11 Agosto 1995 Avanti popolo! Il provvidenzialismo manzoniano, quel sogno d'una cosa che riesce a comprendere il naturalismo della descrittività e il senso divino (escatologico) dell'esistenza, la feroce crudezza del reale e l'imperscrutabile disegno d'una religiosità (storicità) che sta oltre il sensibile, questo è la lingua popolare italiana. Soprattutto, direi, è la sua intraducibilità (o il suo esser di gomma, come diceva Calvino) |
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10 Marzo 1993 La rivista che non c'è L'ultima cosa di cui ci sia bisogno è una rivista-contenitore, una sorta di cornice dentro cui far annodare temi diversi, approcci differenti, sensibilità distanti, come un patchwork che si autotesse.
Un contenitore il cui carattere non è delineato se non nel fatto stesso di esserci, di fornire un luogo |
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13 Maggio 1991 Pathos operaio nell'età dei ragionieri 1892. Hauptmann: I tessitori : Questo dramma conquistò i socialdemocratici tedeschi. Franz Mehring lo esaltò, mentre veniva vietato nei teatri e suscitava indignazione tra i benpensanti. A rileggerlo, crea un doppio sentimento, di nostalgia e di rimpianto |
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