 |
|
|
10 Marzo 2000
Scripta volant |
E' una delle frasi più celebri e note anche ai sassi: Verba volant, scripta manent. A indicare la vacuità delle chiacchere, l'importanza dei patti siglati. E poi, è roba in latino, insomma, come il diritto, una pietra miliare dell'umanità. Ci si può rimangiare e negare le parole, i pensieri, buoni e cattivi, ma gli scritti no, quelli sono testimonianza indelebile. Finora almeno.
Maclen Marvit, un giovanotto americano presidente della Disappearing Inc., si è messo a ragionare sui problemi connessi alla longevità dei messaggi in rete, le e-mail. Problemi tecnici di stoccaggio, problemi legali (sono state ammesse come prova nei tribunali americani in vari processi), ecc. E rifacendosi a quella tecnica usata nei film di spie - e che da ragazzi quasi tutti ci si è provati a ripetere - dell'inchiostro che non si vede e può essere letto solo in particolari condizioni per poi scomparire, ha avuto una bella pensata: consentire a chi spedisce e-mail di far dissolvere il proprio scritto dopo un po' di tempo.
Pensate che pacchia per i politici: diffondere in campagna elettorale messaggi in rete in cui promettono posti di lavoro, maggiori libertà, la riduzione delle disuguaglianze, niente guerre e dopo un po'... foof e tutto scompare senza tracce. Mi viene un dubbio: ma non è quanto già accade normalmente?
Roma, 10 marzo 2000
|
 |
| [torna
su] |
 |
|
|