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salva invia
10 Gennaio 2006
Codice giallo
Dice – il demografo della Sapienza – che siamo il paese più vecchio del mondo, nel senso che tanti vecchi come da noi non ci sono da nessuna parte, neanche in quei posti dai nomi strani che saltano fuori solo per queste classifiche o perché gli Stati uniti ci stanno mettendo una qualche base militare e un oleodotto, tipo il Turkmenistan o l’Uzbekistan. Che forse solo il Giappone ci tiene testa. Che è una bella soddisfazione. Bisognerebbe avere cura dei nostri vecchi, non foss’altro perché tengono alto il nome dell’Italia e ci fanno primi in qualche cosa.

(ANSA) 03-GEN-06 14:04 – 77 ANNI, ATTENDE SOCCORSI, AMBULANZA NON ARRIVA E MUORE SU PANCHINA. È SUCCESSO AD APRILIA, INDAGANO I CARABINIERI.

Fa freddo stamattina, è da giorni che fa freddo, quest’anno è proprio freddo, pure la tivvù ieri sera ha detto che come quest’anno il freddo non c’era da tanto. Maria il freddo non lo soffriva mai, diceva che era per via che a forza di sfaccendare per casa il freddo non si sente, e apriva le finestre che io stavo ancora in pigiama a prendere il primo caffè del mattino e ci facevamo delle litigate che. Pure il caffè si freddava con tutta quell’aria da fuori. Io invece senza la mia borsa d’acqua calda non sono mai riuscito a dormire, pure quand’ero giovane, che lei mi ci dava dei calci che. Maria. Mi avrebbe gridato dietro, una mattina come questa, e mettiti la sciarpa, e mettiti il berretto, e mettiti i guanti, e mi avrebbe gridato pure che non era proprio cosa di uscire, che era meglio se mi mettevo davanti la stufa e la tivvù, che ci andavo a fare al bar a trovare quegli sfaccendati di Giovanni e Alfredo, buoni solo a buttarsi giù una sambuca dietro l’altra, che per la verità è solo Alfredo a bere, che Giovanni sua moglie lo fa nero se gli sente l’alito che puzza, ma Maria è fatta così. Era. Che poi Alfredo la sambuca non la sopporta e beve solo il cognacchino. O un amaro. Certo, ne butta via di soldi al bar. Su questo Maria ha ragione. Ma lui è solo, e la pensione la spende come gli pare.
Fa freddo stamattina, è da giorni che fa freddo, quest’anno è proprio freddo, pure la tivvù ieri sera ha detto che come quest’anno il freddo non c’era da tanto. Maria il freddo non lo soffriva mai. Ma io devo comprare il latte e il pane e le patate e pagare le bollette. Che la bolletta della luce m’è arrivata due volte, e pure il contatore m’hanno cambiato, e dice che non viene più quel signore a leggertelo che è tutto automatico, ma intanto me ne sono arrivate due e io non so più quale pagare, magari ne pago una e poi aspetto, forse mi telefoneranno o mi manderanno un’altra lettera, così leggo un po’ di posta, non solo le offerte di viaggio per andare da padre pio e avere quattro pentole sul pullman. Che Maria queste cose ci sapeva fare e acchiappava il telefono e ci strillava dentro, a quelli del gas, a quelli dell’acqua, pure a quelli della luce, quando che non c’avevamo il contatore nuovo che fa tutto automatico. Su questo Maria.
Che magari passo un attimo dal dottore, tanto il libretto me lo porto sempre dietro e gli chiedo le medicine per la pressione, mi pare che stanno per finire, o forse sono quelle altre per lo stomaco che stanno per finire. Forse che lui ce l’ha scritto in quel suo computer quali che mi stanno per finire, così ci guarda dentro e me lo dice pure a me e mi scrive quelle giuste, che quelle per lo stomaco mi costano, mentre quelle altre me le danno gratis. O forse è il contrario. Però il dottore di certo lo sa, quali che mi danno gratis. Che Maria mi strillava, ma che ci vai a fare ogni giorno dal dottore, che quello non ne può più di vederti, che invece quel giorno che non ci sono andato ha telefonato a casa e s’era preoccupato che non m’aveva visto. Ma so io quello che ho.
È che oggi mi stringe forte forte il petto. Sarà per il freddo, quest’anno è proprio freddo, pure la tivvù ieri sera ha detto che come quest’anno il freddo non c’era da tanto.

(ANSA) - “CI SIAMO ATTIVATI SUBITO, MA PURTROPPO LA MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI NON RIUSCIAMO A REALIZZARLA”, SI DIFENDE LA RESPONSABILE DEL 118 DI LATINA. LA PRIMA CHIAMATA AL 118, SPIEGA IL MEDICO, PARLAVA DI UN PAZIENTE CODIFICATO COME CODICE GIALLO, CIOÈ DI MEDIA GRAVITÀ.

Forse se mi appoggio un attimo qui sulla panchina mi riprendo fiato. Perché mi piglia così, come mi mancasse il fiato. Ce n’aveva di fiato Maria, tutto il santo giorno a strillare, e la carne che avevo comprato non andava bene per lo stufato perché c’aveva poco grasso, e il pesce si vedeva lontano un chilometro che non era fresco, e il formaggio m’avevano grattugiato pure la buccia di fuori, come se a me tutti mi volessero fare fesso, ma era il carattere suo, che io le dicevo – allora vacci tu, e lei – allora la governi tu la casa, e spazzi, e passi lo straccio sui pavimenti, e pulisci i vetri e lavi le tende. Come se tutti i giorni dovessimo stare lì a ricevere non so quale assessore, che ogni sabato si metteva a lucidare le maniglie, perché c’aveva questa fissa qua della pulizia, che scialare non abbiamo mai scialato ma un granello di polvere a casa non lo trovavi manco col lanternino. Che pure a me mi lustrava tutto quando uscivo, e mi aveva comprato questo bel giaccone ai saldi, tutto verde pisello, che a me non è che mi piaccia proprio come colore ma Maria diceva che mi faceva più giovane, che io mi buttavo giù con quelle cose marroni scuro e che ora il marrone non si porta più che l’aveva sentito a non so quale trasmissione, forse dalla Venier. Che io poi non l’ho più guardata la Venier.

(ANSA) - LA PRIMA CHIAMATA AL 118 DI LATINA È ARRIVATA POCO PRIMA DELLE 9.20 MA UN'AMBULANZA ERA FUORI PER UN'ALTRA EMERGENZA E QUELLA DELLA CLINICA “CITTÀ DI APRILIA” ERA IMPEGNATA PER UN TRASPORTO SANGUE. È STATO QUINDI ATTIVATO IL 118 DI ROMA AFFINCHÉ MANDASSE UN'AMBULANZA DA ANZIO O ARDEA COME PREVISTO IN QUESTI CASI. IL MEZZO È ARRIVATO ALLE 9.42, DA ANZIO, E I SANITARI NON HANNO POTUTO FAR ALTRO CHE CONSTATARE IL DECESSO DELL'ANZIANO.

Ma no, ma no signorina, non è niente. È solo che fa freddo stamattina, è da giorni che fa freddo, quest’anno è proprio freddo, pure la tivvù ieri sera ha detto che come quest’anno il freddo non c’era da tanto, l’ha sentita? Ah, non guarda la tivvù? neanch’io, sa, guardo più la Venier. Maria il freddo non lo soffriva mai. Se la ricorda lei Maria? Mi apriva le finestre. Forse le ho lasciate aperte, devo tornare a casa, a chiuderle sennò mi si fa tutto freddo. Non si preoccupi signorina, non c’è bisogno che chiami qualcuno, ora vado da Alfredo e magari mi bevo un bel cognacchino. Non la sambuca, che ad Alfredo non gli piace, anche se Maria dice che beve sempre la sambuca. Ora mi riprendo, mi manca un po’ il fiato, ma mi riprendo. Devo passare dal dottore, e poi devo prendere il latte e il pane e le patate. Devo pagare pure le bollette. A lei l’hanno messo il contatore automatico? L’ambulanza hanno detto che arrivano subito? Magari me lo prendo con loro il cognacchino, però non lo diciamo a Maria, offro io, per il disturbo. Che la mia è una cosa da niente.

Roma, 6 gennaio 2006
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