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07 Novembre 2003
Bugiardini |
Da qualche mese, quotidianamente, la mia casella di posta elettronica è intasata da varie offerte: c'è chi mi propone di investire sui bond della Nigeria o della Sierra Leone - che a dirla così sembra palesemente una cosa improbabile, perché invece avere fatto investire 'istituzionalmente' piccoli rispamiatori in Argentina, cos'è, la 'finanza creativa' di Tremonti?, c'è da rimpiangere le 'piramidi finanziarie' albanesi e serbe - e chi di dare un'occhiatina alla sua passerotta, previo pagamento in credit card, un piccolo dettaglio.
Ma, soprattutto, c'è una offerta incredibile di pillole, pasticche, compresse, pomate, unguenti, marchingegni, per qualunque genere di malattia o di affezione - cutanea, intestinale, muscolare, seborroica o a scaglie. Per una inveterata disposizione all'ipocondria non manco mai di leggere queste particolari e-mail. Benché sia presumibile che esse vengano inviate a milioni di indirizzi, furtivamente o casualmente collezionati, rimane sempre esorbitante un aspetto individuale di questa comunicazione, un carattere personale, come se avessero scritto proprio a me.
E questa impressione sciocca ma persistente - subject: Hi! Lanfranco - si consolida proprio riguardo le offerte medicinali, più che quelle di carattere finanziario - che presumono appunto dinamiche generiche - o quelle virtual-sessuali, lo sguardo essendo ormai 'cosa pubblica'. Gli è che appunto l'argomento in sé - una qualche deficienza della salute - è 'privato', una cosa di cui parli a tu per tu con il tuo medico, anche se in sala d'aspetto hai cianciato di generiche questioni sanitarie, o tirando da parte il farmacista impettito al bancone o con il tuo amichetto del cuore, che è ipocondriaco come te, e ti capisce, o ci è passato, proprio per quella cosa. O, ancora di più, ti restituisce quel momento di assoluta solitudine e totale bramosia di conoscenza, che è l'avido cercare all'interno di una qualunque confezione farmaceutica il foglietto illustrativo, il 'bugiardino', e leggerlo, e rileggerlo.
Ne stampano a milioni, anch'essi, però, è sempre come se parlassero proprio a te.
La differenza, direi consustanziale, con un qualunque 'manuale', qualunque 'istruzione per l'uso' che puoi trovare nel lettore dvd appena comperato o nel trapano a mille adattabilità che hai da poco ritirato, è evidente.
Il bugiadino e-mail o cartaceo entra in intimità, parla a te, in confidenza e confidenzialmente, di quelle cose che sono scabrose pubblicamente e persino privatamente: il fatto che dopo che hai fatto pipì, e ben scrollato, quello continui a sgocciolare, il fatto che certi giorni ti viene da grattare con insistenza e quasi goduriosamente il buco del culo, il fatto che l'ultima volta che ci hai provato a tirarlo su - concentrandoti da imperlarti la fronte - ne è venuta fuori una cosa assolutamente improponibile anche per le migliori volontà e disponibilità di questo mondo che, pure queste, cominciano a farsi cosa rara [a volte mi dico che scontiamo una 'impazienza di feedback' che ha radici lontane].
Il bugiardino e-mail ha un vantaggio in più: generalmente è scritto in inglese - o americano. E questo è un fatto straordinario, un segno del progresso, un aspetto non secondario della globalizzazione, perché tu capisci immediatamente che proprio in quel momento ci sarà pure qualcuno a Des Moines o a Savannah che si sgocciola nei pantaloni come te e che magari è grande e grosso, va in giro a far le guerre, è prepotente, ma poi, quando si chiude nel cesso ha di queste defaillance che te lo rendono vulnerabile - sarà per questo che sono così incazzati?
E così, impari pure una lingua, faticosamente cercando di capire che cosa esattamente ti stanno proponendo, e ci capisci pure poco - i dizionari poi non menzionano questi termini -, ma tanto, quando mai hai capito tutto leggendo una 'istruzione per l'uso' d'un medicinale?
Ecco, per fare un esempio.
Ultimamente, l'offerta più insistente[oltre che di viagra a basso costo], e direi allettante, è «… to enlargis your penis».
Ho scoperto che «... The average erect penis size is just 6.16. Over 90 percent of all men posses this size. 85 percent of all men cannot have intercourse longer than 3 minutes, before ejaculating due to an underdeveloped and weak PC Muscle...»
Cazzo, quanto sono 6.16"?
Dunque un miglio equivale a.., ma non può essere in miglia.
Un pollice equivale a.., ma sarà in pollici? Come un televisore? Un cazzo non può essere come un televisore. Ci mancherebbe solo questo, con Berlusconi e Murdoch in giro…
O in inches? e quanto minchia è un inch?
Un centimetro?
Cioè, la maggior parte degli uomini ha un cazzo di 6 centimetri - il resto che sono, millimetri?
Valgono pure i millimetri?
Ma non era lo scimpanzè? Certo, era proprio ingenuo pensare che se ci somigliamo per il 99 per cento ne restasse fuori proprio il pisello come uno per cento.
Dovrò cominciare a frequentare docce di palestre e bagni turchi. Parlarne con qualcuno è davvero improponibile.
Magari mi porto un righello, di quelli rigidi, da carpentieri.
Il metro che usa mia moglie per fare gli orli alle gonne è di plastica molle e già solo a guardarlo ti passa la voglia. Però, puoi barare un po', con quello duro la vedo difficile.
Dite che me lo fanno misurare?
Roma, 7 novembre 2003
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